Pugilato: L’importanza della tattica e della strategia

La volontà di dominio sulla natura e la sopravvivenza rientrano tra gli istinti primordiali degli uomini, così come il combattimento. L’uomo è un animale pensante che nelle situazioni di elevato pericolo ha cercato sempre di elaborare risposte concrete. I Greci parlavano di “téchne“, l’arte del saper fare.

Oggi ritroviamo gli stessi istinti nel pugile e nella sua volontà di affermare il proprio dominio sull’avversario. Durante un incontro, per raggiungere la vittoria, la sola tecnica non è sufficiente, sono necessari un piano di azione (o strategia) ed un metodo (o tattica).
Il compito del piano strategico è quello di anticipare e prestabilire le potenziali decisioni relative al comportamento di gara tenendo in considerazione alcune variabili (le regole e le condizioni di gara, i propri punti di forza e le carenze dello sfidante). In nessun caso la strategia ha un’influenza diretta sulle azioni compiute dall’avversario.
La tattica rappresenta il metodo, un insieme di azioni fondamentali del combattimento in grado di ottimizzare quelle qualità tecniche, fisiche o di natura cognitiva e psicologica che l’atleta utilizza nei processi di percezione, decisione ed esecuzione presenti nella gara sportiva.

La tattica:

La tattica è l’arte del vincere” (cit. Gradopulov)

L’apprendimento tattico deve essere incentrato sulle azioni fondamentali di attacco e difesa in funzione della distanza e dell’asse di combattimento. Ogni loro variazione comporterà altrettante modalità di esecuzione dei colpi.  In relazione al cambiamento dell’asse di combattimento, si possono eseguire:

  • colpi che percorrono la medesima traiettoria, o colpi in serie;
  • colpi che percorrono traiettorie diverse, o combinazioni;
  • colpi in successione compiuti con lo stesso arto con traiettorie uguali o diverse, ossia colpi doppiati.

In relazione al cambiamento della distanza (media, lunga o corta) del combattimento, si possono eseguire:

  • colpi diretti; 
  • colpi circolari.

Le azioni di attacco e difesa hanno un’influenza diretta sulle condotta assunta dall’avversario, in particolar modo se l’atleta è in grado di eseguire atteggiamenti provocatori (inviti) o movimenti parziali del corpo (finte) tali da indurre l’avversario a sferrare colpi prevedibili.

L’attacco 

Le azioni che prevedono l’esecuzione di uno o più colpi e contemporaneamente la riduzione della distanza e il probabile cambiamento dell’asse di combattimento, si definiscono situazioni di attacco.
Possiamo classificare queste azioni in:

  1. Attacchi diretti con preparazione, caratterizzati da una serie di spostamenti o atteggiamenti che non permettono all’avversario di mettere in atto una controffensiva;
  2. Attacchi diretti senza preparazione, caratterizzati da un gran numero di colpi portati, spesso efficaci e senza tenere in considerazione le possibili reazioni dell’avversario;
  3. Attacchi simulati, caratterizzati dall’esecuzione di uno o più colpi con l’intento di indurre l’avversario ad assumere un atteggiamento tale da poter sferrare un attacco efficace.

La difesa 

Nell’accezione più comune del termine si definiscono azioni di difesa l’insieme di tutte le manovre rivolte ad evitare, contenere e ostacolare le azioni di attacco dell’avversario. Questa definizione presuppone un atteggiamento di tipo passivo che nel pugilato è fortemente penalizzato.

Infatti nell’Art. 37 del regolamento del settore dilettantistico AOB delle Federazione Pugilistica Italiana è previsto che un” pugile venga contato dall’arbitro qualora si rifugi in difesa passiva o quando, a seguito di colpo, pur non cadendo a terra né rimanendo appoggiato alle corde, si trovi in condizioni di inferiorità tali da non essere in grado, a giudizio dell’arbitro, di poter proseguire l’incontro”.

La difesa passiva, riconoscibile da un atteggiamento raccolto con gli arti superiori flessi vicino al tronco e la testa flessa ben protetta dai guanti, non è un’azione tattica conveniente e generalmente è visibile quando le resistenze organiche e muscolari dell’atleta sono in esaurimento.

Durante lo svolgimento della gara il pugile riesce a trasformare alcuni momenti difensivi in situazioni di tipo offensivo,  in questo caso si parla di azioni di difesa attiva che possiamo classificare in:

  • contrattacco su attacco avversario, uno o più colpi sferrati dopo aver annullato l’azione di attacco dell’avversario;
  • contrattacco per anticipazione, quando il pugile prevedendo il possibile attacco dell’avversario inizia il proprio contrattacco;
  • colpire di incontro, quando il pugile in difesa sferra un colpo d’attacco contemporaneamente all’azione difensiva;
  • colpire di incontro su provocazione propria, quando il pugile in difesa sferra un colpo d’attacco contemporaneamente all’azione difensiva dopo aver eseguito un invito, una finta o un colpo.

Conclusione: 

La tattica e la strategia di combattimento sono due parametri che possono influenzare l’andamento di un incontro e, se applicati in modo corretto, consentono di risolvere e superare anche i problemi dettati dalle inferiorità fisiche, rendendo di fatto il match un compito più intellettuale che fisico.
L’obbiettivo dell’allenatore è quello di sviluppare allenamenti qualitativi e quantitativi per potenziare le capacità (organico-muscolari) e le abilità motorie procedendo sin dai primi insegnamenti con una formazione tecnico-tattica.
In questo modo è possibile ottenere un atleta competitivo ed evoluto, capace di eseguire sul ring spostamenti completi, rotazioni, perni e schivate senza mai essere un bersaglio e nel contempo realizzare il piano di azione programmato.
La qualità strategica del movimento, insieme allo sviluppo e al perfezionamento dei comportamenti tattici, permettono di formare pugili in grado di imporre efficacemente il proprio modo di combattere di fronte ai differenti modi e stili di combattimento degli avversari.

Articolo realizzato per Yogaboxe da:
Giancarlo Cappellano
Tecnico FPI,Personal Trainer
Preparatore Atletico SDC

Bibliografia:
Boxe : tecnica e tattica, sparring condizionato / Nazzareno Mela, Massimo Scioti

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