{"id":907,"date":"2015-11-03T11:28:30","date_gmt":"2015-11-03T11:28:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/?p=907"},"modified":"2017-05-22T09:02:28","modified_gmt":"2017-05-22T09:02:28","slug":"lallenamento-emotivo-motivazioni-e-psicologia-nello-sport","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/2015\/11\/03\/lallenamento-emotivo-motivazioni-e-psicologia-nello-sport\/","title":{"rendered":"L&#8217;allenamento emotivo: motivazioni e psicologia nello sport"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;eccellenza nella performance<\/strong> di un atleta deriva dall&#8217;ottimale combinazione fra allenamento adeguato, corretta periodizzazione e dieta bilanciata.<span style=\"font-size: 16px; line-height: 1.5;\">Tutti questi fattori comportano il raggiungimento della massima efficienza a livello fisiologico, eppure nell&#8217;ambito di una gara tutto questo pu\u00f2 non bastare, la performance pu\u00f2 non raggiungere i picchi sperati e non necessariamente per motivi fisici.<\/span><\/p>\n<p>Molto spesso, nell&#8217;ambito sportivo ci si concentra sull&#8217;aumento delle <strong>capacit\u00e0 funzionali o tecniche<\/strong> del proprio atleta, dimenticandosi che il contesto della gara \u00e8 di fatto differente rispetto a quello dell&#8217;allenamento ed esige anch&#8217;esso una adeguata preparazione. Il <strong>momento della gara<\/strong> \u00e8 un confronto sociale, un momento istituzionalizzato, dove si ha un confronto diretto con un pubblico, non c&#8217;\u00e8 quindi da meravigliarsi se un atleta \u00e8 soggetto a <strong>stati d&#8217;ansia<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco che dunque entra in gioco la <strong>psicologia\u00a0dello sport<\/strong> che si occupa di studiare ed ottimizzare quei meccanismi atti a garantire una adeguata efficienza fra <strong>gesto motorio e mente<\/strong> durante la competizione.<br \/>\nL&#8217;ansia \u00e8 il principale stato d&#8217;animo che caratterizza l&#8217;atleta sotto gara; si tratta di un&#8217;esperienza soggettiva che comporta paura ed insicurezza. Spesso trascurato, comporta un&#8217; <strong>iperattivit\u00e0 del sistema nervoso ed un aumento dell&#8217;attivit\u00e0 del sistema endocrino<\/strong>. Questo atteggiamento modifica dunque lo stato dell&#8217;atleta: una maggiore attivazione muscolare o una produzione maggiore di ormoni possono non sempre essere effetti positivi in caso di motricit\u00e0 fine o nell&#8217;ottica del risparmio energetico.<br \/>\nLo stato ideale dell&#8217;atleta potrebbe essere cos\u00ec riassunto:<br \/>\n&#8211; <strong>assenza di paura<\/strong>, nessun timore di fallire: spesso il desiderio di controllare il proprio ego, di affermarlo portano ad avere pi\u00f9 paura di perdere che voglia di vincere;<br \/>\n&#8211; <strong>campo di attenzione limitato esclusivamente alla specifica attivit\u00e0,\u00a0<\/strong>come detto la gara \u00e8 una circostanza di confronto, dove il contatto con il pubblico pu\u00f2 distogliere l&#8217;atleta;<br \/>\n&#8211; <strong>massima riduzione della sensazione di sforzo<\/strong>\u00a0(molto spesso la percezione della fatica non coincide con il nostro reale stato fisiologico);<br \/>\n&#8211; <strong>sensazione di controllo su s\u00e8\u00a0stessi e sulle dinamiche esterne<\/strong> (soprattutto in ambiti considerati prestigiosi, la possibilit\u00e0 di sentirsi \u201cin balia degli eventi\u201d non \u00e8 da sottovalutarsi).<br \/>\nQuesti atteggiamenti sono quelli che la psicologia dello sport cerca di promuovere: l&#8217;atleta deve essere sgombro da <strong>pensieri negativi<\/strong>, l&#8217;idea, ma soprattutto la<strong> paura del fallimento<\/strong> devono essere lontane, in modo tale da non creare condizionamenti.<br \/>\nUn aspetto importante per il raggiungimento di un tale livello di controllo \u00e8 comunque strettamente legato alla componente fisiologica, infatti la corretta combinazione fra lavoro fisico e mentale porta l&#8217;atleta al raggiungimento della consapevolezza di s\u00e9. Un atleta consapevole si conosce, sa cosa pretendere e\u00a0\u00a0come gestirsi per\u00a0spingere al massimo.<br \/>\nAnche la motivazione \u00e8 un&#8217;altro aspetto da tenere in stretta considerazione, che possiamo distinguere in 2 tipi:<br \/>\n&#8211; <strong>MOTIVAZIONE INTRINSECA<\/strong>: \u00e8 quella capacit\u00e0 di regolarsi da solo,che porta l&#8217;atleta a motivarsi, a regolarsi, a saper approcciare alle indicazioni tecniche in modo autonomo e produttivo, con consapevolezza, senza il bisogno di essere costantemente motivato o spronato.<br \/>\n&#8211; <strong>MOTIVAZIONE AL SUCCESSO<\/strong>: \u00e8 il desiderio di prendere parte ad una gara. \u00e8 quel fattore che a parit\u00e0 di condizioni determina il successo, poich\u00e9\u00a0comporta l&#8217;approccio migliore alla competizione.<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Il successo arriva quando l\u2019opportunit\u00e0 incontra la preparazione&#8221; (cit)<\/em><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;eccellenza nella performance di un atleta deriva dall&#8217;ottimale combinazione fra allenamento adeguato, corretta periodizzazione e dieta bilanciata.Tutti questi fattori comportano il raggiungimento della \n<a class=\"moretag\" href=\"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/2015\/11\/03\/lallenamento-emotivo-motivazioni-e-psicologia-nello-sport\/\"> [...]<\/a>","protected":false},"author":1,"featured_media":908,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22,2,4,8],"tags":[154,156,242,322,402,418,424,425,478,484,579,661,692],"class_list":["post-907","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-allenamento-aspecifico","category-allenamento-2","category-fitness-2","category-lifestyle","tag-capacita-funzionali","tag-capacita-tecniche","tag-eccellenza","tag-gesto-motorio","tag-mente","tag-momento-di-gara","tag-motivazione-al-successo","tag-motivazione-intrinseca","tag-pensieri-negativi","tag-performance","tag-psicologia-sport","tag-sicurezza-fallimento","tag-stati-ansia"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=907"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/907\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1509,"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/907\/revisions\/1509"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/908"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.yogaboxe.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}